LA PROPOSTA DI PAROLE GUERRIERE: “UN FUTURO PER IL MOVIMENTO 5 STELLE” ASPETTANDO GLI STATI GENERALI

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Così recitava il post sul Blog delle Stelle del 20 novembre 2019, che annunciava i cosiddetti “Stati Generali”

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INTENTO GENERALE DELLA PROPOSTA

Pensiamo che il #M5s continui ad essere l’unica forza politica nella quale investire energie e speranze ma che necessiti di una metamorfosi evolutiva pur continuando a mantenere la responsabilità di governo.

Sentiamo che sia il mezzo a qualificare il fine. Per questo il nostro sarà, innanzitutto, un discorso sul metodo.

Vogliamo accrescere la fiducia e la credibilità dei nostri mezzi, valorizzando le competenze acquisite con l’esperienza.

Ognuno di noi deve contribuire a rinnovare il senso della nostra missione politica e rifondarla sulla forza della coerenza di pensiero-parola-azione.

L’obiettivo di Parole Guerriere è il rilancio del progetto politico del M5S attraverso una lucida analisi del suo percorso, al fine di proporre, apertamente, una traccia per il futuro.


PAROLE GUERRIERE:

“UN FUTURO PER IL MOVIMENTO 5 STELLE”

ASPETTANDO GLI STATI GENERALI

Premessa: “Parole Guerriere” e la crisi identitaria del M5s

La presente “proposta” nasce dalla consapevolezza che il Movimento Cinque Stelle ha incarnato, nell’intero panorama occidentale, il più formidabile moto di popolo degli ultimi decenni. Questa straordinaria forza propulsiva anti-sistema, inedita e trasversale, a distanza di oltre dieci anni dalla sua generazione, sta esaurendo, ormai, la sua carica originaria.

Parole Guerriere” (PG) – che, come anima del M5s, dal 2017, ha organizzato ben 21 convegni di carattere filosofico-politico, portando il dialogo tra politici, economisti, sociologi, filosofi e migliaia di cittadini sulle alte tematiche che dovrebbero sempre informare la vita politica – ha preconizzato da tempo le cause che avrebbero portato all’attuale situazione del Movimento: una profondissima crisi identitaria che rischia di compromettere i meritevoli risultati sino ad oggi ottenuti.

Le cause individuate da PG, che ama definirsi un Intellettuale Collettivo, potrebbero riassumersi in tre fattori: un evento inaspettato, una scelta irreversibile, una forma inadeguata.

L’evento inaspettato, che ha innescato la grave crisi identitaria del M5s, è stata la prematura scomparsa di Gianroberto Casaleggio, nell’aprile del 2016. Padre fondatore e vero ispiratore dell’azione del Movimento, guida intellettuale dotata di una visione politica capace di traguardare le future generazioni, Gianroberto era il solo a custodire il pensiero unificatore della prospettiva strategico-politica del MoVimento.

La scelta irreversibile è quella effettuata nel giugno del 2018, quando – a dispetto del principio, voluto proprio dal suo fondatore, per cui il M5s avrebbe governato solo a condizione di avere la maggioranza assoluta nei due rami del Parlamento – si è optato per dar vita ad un governo di coalizione con una delle forze antagoniste per poi, a distanza di appena un anno, reiterare la medesima scelta con un’altra forza, parimenti antagonista.

La forma inadeguata è quella della struttura movimentista, liquida ma allo stesso tempo fortemente verticistica, che si è preteso di mantenere nonostante si sia riusciti ad ottenere – grazie agli straordinari successi elettorali del 2013 e del 2018 – fino a quasi un terzo dei seggi parlamentari. Una forma priva di gerarchie responsabilizzate, di coerenza politica, di radicamento sul territorio che avrebbe dovuto instaurare un sistema di democrazia diretta pur accettando le regole della democrazia rappresentativa. Com’è ormai evidente, questa utopistica finalità, sebbene sicuramente non-violenta, era pur sempre eversiva e il suo raggiungimento, mantenendo le attuali regole del gioco politico costituzionale e democratico, sarebbe stato semplicemente impossibile.

La proposta di “Parole Guerriere”: il mezzo qualifica il fine

Persuasi che qualsiasi vero cambiamento non possa avverarsi se non praticando la costante coerenza tra pensiero, parola e azione, prima ancora che delineare la nuova linea politica del M5s e scegliere chi dovrà incarnarla, pensiamo sia imprescindibile porre l’attenzione sulla questione del metodo, del come.

Riteniamo necessario, innanzitutto, prendere atto del mutamento ormai avviato all’interno del M5s ed accompagnare, con consapevolezza, l’ineluttabile metamorfosi.

In luogo di rivoluzione, concetto caro alla stagione movimentista – che anche etimologicamente richiama un eterno ritorno al punto di partenza, spesso a costo di sangue e sacrifici – amiamo parlare di evoluzione, che implica, invece, un intimo sforzo interiore di ogni componente della nostra comunità.

Ecco allora che il Movimento non può rimanere un aggregato liquido a guida verticistica ed eterodiretta ma deve trasformarsi in un’Organizzazione politica indipendente e libera di autodeterminarsi, capace di scegliere, grazie a chiare regole democratiche le proprie politiche e i propri rappresentanti, ad ogni livello.

Ravvisiamo, pertanto, le seguenti inderogabili priorità da attuarsi senza indugio:

1. STATUTO: la politica è organizzazione.

Il Movimento 5 Stelle si doterà di una nuova Carta associativa, ispirata al principio di democraticità e di una Carta dei Valori che ne delineerà la rinnovata identità.

L’Organizzazione politica sarà strutturata al proprio interno integrando la democrazia rappresentativa con quella deliberativa, attraverso una propria piattaforma telematica connessa con una rete di sedi stabili radicate sul territorio.

Gli Organi direttivi, che avranno durata predeterminata, saranno eletti a maggioranza sulla scorta di una specifica proposta programmatica.

Sarà esplicitata la procedura formale per la loro elezione e/o sostituzione che potrà avvenire anche prima della scadenza naturale.

Lo Statuto sarà rispondente alle linee guida della Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici così da permettere l’inserimento dell’Organizzazione politica nel Registro nazionale dei partiti politici riconosciuti ai sensi del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13.

2. PATRIMONIO: la politica ha un costo.

Costituiscono inestimabile patrimonio immateriale dell’Organizzazione politica i valori condivisi, l’azione informata alla morale laica, la disponibilità di tempo dei propri iscritti e l’esperienza maturata nelle Istituzioni.

Ma il patrimonio è costituito anche da altre risorse tangibili (denaro, immobili) e intangibili (simbolo e piattaforma).

E’ necessario pertanto patrimonializzare l’Organizzazione politica, rendendo unitaria, condivisa e verificabile la gestione di tutte le entrate di cassa, a partire dai conferimenti obbligatori effettuati dagli eletti di ogni livello istituzionale.

In coerenza con il principio di democraticità statutario, sarà inoltre possibile richiedere l’ammissione al beneficio della destinazione volontaria del 2 per mille dell’IRPEF.

Parte delle risorse così ottenute saranno utilizzate per rendere efficiente ed efficace la struttura dell’Organizzazione politica e parte saranno devolute allo Stato, in ragione dei principi di solidarietà e sobrietà che dovranno ispirare l’azione politica.

3. SIMBOLO: la politica è identità.

La proprietà di questa fondamentale risorsa intangibile non può essere di altro soggetto che non sia l’Organizzazione politica stessa, che progressivamente si autodetermina in modo democratico.

Attraverso l’espressione del voto (corrispondente all’apposizione della preferenza sul simbolo), milioni di cittadini si sono affidati al M5s per essere rappresentati nelle Istituzioni: è pertanto auspicabile che ogni variante del simbolo venga donata all’Organizzazione politica.

4. PIATTAFORMA: la politica è deliberazione.

Riteniamo che la piattaforma telematica, attraverso cui si eserciterà la democrazia deliberativa, sia una risorsa intangibile fondamentale, la cui proprietà e il cui controllo non possono essere appannaggio di un soggetto terzo.

E’ pertanto auspicabile che anche la piattaforma “Rousseau” venga donata all’Organizzazione politica.

5. TERRITORIO: la politica si fa sul campo.

E’ necessario dotarsi di una rete territoriale di sedi stabili che costituiscano le cellule di base dell’Organizzazione politica, ove ogni Cittadino possa entrare facilmente in contatto con i propri rappresentanti nelle Istituzioni e ogni iscritto possa esercitare i diritti e i doveri derivanti dallo Statuto.

Questi punti di ascolto e formazione costituiranno luoghi di aggregazione e approfondimento in costante connessione fisico-telematica tra loro.

E’ necessario, inoltre, dotarsi di una sede nazionale di rappresentanza presso la Capitale, quale punto di raccordo tra Territorio e centro.

La struttura territoriale di referenti politici sarà in parte nominata dagli Organi direttivi centrali e in parte eletta dal Territorio di riferimento: essa avrà il compito di armonizzare le scelte dei gruppi territoriali con la visione politica generale.

Ci sarà quindi una forte legittimazione politica dei referenti e una chiara responsabilità delle scelte adottate e del circuito di informazioni tra la periferia ed il centro.

6. FORMAZIONE: la politica è la più alta delle scienze e delle arti.

E’ necessario dotarsi di una Scuola di formazione politica permanente fisico-telematica, in grado di formare – non solo dal punto di vista tecnico ma anche filosofico e culturale – tutti coloro che aspirano ad un ruolo istituzionale o che già lo ricoprono.

Essa, rivolgendosi a tutti gli iscritti, avrà il compito di rinvigorire, approfondire, ed affinare costantemente il senso dell’azione politica.

7. MANDATI: la politica è esperienza.

E’ necessario riformare la regola interna del limite dei “due mandati”. L’esperienza maturata presso le Istituzioni del Paese è troppo preziosa per essere dispersa: chi ha ricoperto ruoli istituzionali dovrà poter condividere il proprio sapere, le proprie conoscenze e le proprie competenze nella Scuola di formazione politica e nella struttura organizzativa.

Il metodo democratico consentirà di premiare coloro che meritano di continuare a rappresentare l’Organizzazione politica presso le Istituzioni.

8. INCLUSIONE: la politica è ascolto.

In ragione dello spirito democratico cui si ispirerà, l’Organizzazione politica dovrà consentire a tutti coloro che lo vorranno di aderirvi, previa, ovviamente, accettazione delle nuove regole statutarie.


Riteniamo che le idee esplicitate nei primi 4 punti della proposta rappresentino conditio sine qua non per riuscire a  materializzare, restando uniti,  i cosiddetti “Stati Generali”. Per questo, la nostra speranza, è che vengano condivisi e fatti propri da tutti gli iscritti al M5s.

Parole Guerriere continua nel lavoro incessante di ampliamento della sua proposta che consterà anche di una “seconda parte”. Proporremo, infatti, alcuni temi del programma su cui puntare e quindi una rinnovata cornice politica identitaria per il futuro.

Le sfide che ci attendono nei prossimi anni, metteranno in discussione il futuro dell’Italia, non solo quello della nostra forza politica. Per questo abbiamo il dovere etico e morale di dare il nostro contributo.


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