IL PAESE IN TRINCEA

Pubblicato da Diego Antonio Nesci il

La crisi sanitaria in corso è senza pari, in Italia, in Europa, nel mondo.
In questa guerra contro un nemico invisibile e spietato, non siamo che la trincea, l’avanguardia dell’Occidente. Ma dietro di noi c’è un intero sistema economico, fondato sul neoliberismo e sulla globalizzazione, che ora si è rinchiuso in casa e trema.
Non eravamo preparati, nessuno lo era.

Ma ora dobbiamo rimanere saldi e trovare un nuovo equilibrio.

Se per salvaguardare la salute di milioni di cittadini è necessario chiudere temporaneamente ogni attività non essenziale – benché rileviamo che per ogni lavoratore sia essenziale la propria attività – è doveroso trovare risorse sufficienti e strumenti idonei per garantirne anche la sussistenza.

La massiccia iniezione di liquidità prospettata dalla BCE e la sospensione del patto di stabilità proposta dalla Commissione Europea vanno senz’altro nella direzione giusta ma non basta!

Possiamo spendere in deficit e dobbiamo farlo per comprare ventilatori, assumere medici, sostenere le imprese, aiutare le famiglie.

Ma riteniamo complessa e marginale, ora, la questione dell’emissione di eurobond emergenziali: sarebbe infatti necessaria l’unanimità nel consesso europeo per modificare i trattati. E per raggiungere l’unanimità occorre tempo, troppo, per un frangente come questo.

Qualora, invece, la proposta di emettere i c.d. “coronabond” attraverso il MES fosse un modo per nascondere surrettiziamente una volontà eterodiretta di assoggettare il nostro Paese alla troika, allora è nostro dovere rispondere chiaramente e subito: non lo vogliamo!

Il MES è uno strumento pensato per crisi asimmetriche di singoli paesi che, avendo perso la fiducia dei mercati per mala gestio, sono costretti a ricorrervi rinunciando alla propria autonomia politica. Ma questa è una pandemia, uno shock avverso ed esogeno che colpirà inevitabilmente tutta Europa.

E per giunta la dotazione del MES è assolutamente insufficiente per rispondere alle reali necessità dei Paesi Europei: i 700 mld a disposizione basterebbero forse solo per sostenere la nostra economia nel 2020, tra rinnovo dei titoli in scadenza, crollo delle entrate fiscali, e aumento di spesa pubblica per le misure anti-coronavirus.

Ecco allora che la strada maestra, se si volesse tentare di salvare e rilanciare il progetto Europeo, è l’emissione di moneta da parte della BCE. La Banca Centrale deve diventare prestatore di ultima istanza degli stati nazionali e monetizzare, in questo frangente, tutto il nuovo debito che sarà emesso per far fronte alla crisi.
Pensare ancora che il suo obiettivo debba essere confinato alla stabilità dei prezzi e al target del 2% d’inflazione è anacronistico e, ci sembra, di stampo ideologico.

Ci uniamo, inoltre, alla proposta del deputato Fassina – e di altri numerosi economisti italiani (vedi appello di ieri su MicroMega) – che suggerisce di trasformare in perpetual bond senza cedole i 400 miliardi di titoli di stato italiani attualmente nelle casse della BCE. La manovra dovrebbe ovviamente essere estesa a tutti i titoli statali europei che la Banca Centrale ha acquistato a seguito del QE di Draghi. Questo farebbe contrarre sensibilmente i debiti nazionali.

La scelta di trasformare i titoli del QE in perpetuity sarebbe poi presa a maggioranza dal board della banca centrale e non necessiterebbe una modifica all’unanimità dei trattati.

E per quanto concerne il MES la soluzione è sempre la stessa… liquidarlo!!

Per questo chiediamo subito di riaprire il Parlamento, convocare il Governo e dotarlo di un mandato preciso per le scelte da intraprendere in sede europea.
Solo così usciremo vivi dalla trincea.
Ma non basta!
Il mondo è cambiato.
Non possiamo più guardarlo con gli occhiali di un mese fa.
Bisogna pensare in grande.
In parallelo con la partita Europea, l’Italia deve dotarsi di mezzi propri. Si può fare!
Dobbiamo usare tutte le leve, anche quella monetaria, per rilanciare il Paese.
Penso alle Banche Pubbliche di investimento, alla Moneta Fiscale, ai Conti di Risparmio.
Questi sono mezzi, ma il fine è: non idolatrare più il denaro.
Bisogna riformare la nostra Società Planetaria a partire dai valori.
PS
Anche oggi diretta alle ore 17!


Diego Antonio Nesci

Trovatore ed attivista politico www.politicadellabelleza.it

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