Il 4 ottobre Parole Guerriere inaugura una nuova stagione , in una data che non è per nulla casuale, una data molto importante per il Movimento in quanto rappresenta il giorno della sua nascita ufficiale.

Beppe Grillo e  Roberto Casaleggio hanno voluto che avvenisse proprio il 4 ottobre per ricordare anche un uomo definito “ecosostenibile” come San Francesco: un santo che si è ribellato al potere e si è fatto ultimo con gli ultimi e per gli ultimi, offrendo così una linea da seguire per il neo movimento che come “organismo vivente” ha negli anni colmato quel Gap che intercorre tra una politica cieca, sterile e chiusa,  dalle istanze sociali degli elettori che diventano cittadini attivi e propositivi in questo nuovo contesto.

 Parole Guerriere nasce nel luglio del 2017 proprio per rispondere ad un bisogno quello di creare un tempo e uno spazio per sperimentare nuovi pensieri in un dialogo trasversale che vede coinvolti tutti, anche  le altre forze politiche al fine di superare le diversità e provare insieme a costruire un mondo più equo ed umano.

Umiltà , umiltà ! Al grido di umiltà circa ottocento anni fa un nostro connazionale nella fredda terra di Assisi dava vita ad una rivoluzione nel nome di un Dio fatto di amore , di comprensione e perdono creando i presupposti per un mondo nuovo, rinnovato, in cui pace e condivisione incarnano i valori indispensabili per rinnovare la  speranza per una nuova e reale possibilità di vita, la migliore vita possibile per gli umani.

Il 4 ottobre nasce il Movimento proprio con la pretesa di rispecchiare questi valori.

Onestà, onestà! Al grido di onestà ma anche di giustizia, dignità, sostenibilità, connessione, condivisione, ci siamo messi in cammino, e lungo il cammino abbiamo compreso il significato della parola , la parola che crea e che trasforma, la parola che vivifica ed uccide, la parola responsabile e così abbiamo scelto di iniziare proprio dalla parola a cambiare la nostra quotidianità e le nostre abitudini.

Troppo spesso ci innamoriamo delle nostre idee tanta da non volerle più mettere in discussione, ciò risulta essere per noi molto comodo, ci dà sicurezza, dimenticando però che la sedimentazione di idee crea in noi una rigidità che spesso mette gli uni contro gli altri e tutto questo vanifica il senso profondo della democrazia e per poter mantenere vivo questo concetto nella sua più alta accezione bisogna creare laboratori aperti di confronto continuo dove i pensieri e le parole costituiscano una base, un’azione concreta di vicinanza e servizio ai cittadini, alle comunità, al mondo.

Parole Guerriere in sintesi rappresenta una sorgente a cui attingere per” abitare il disincanto,” attraversarlo anche, per poi scoprire che l’incanto è ancora possibile.

 


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